Implantologia

e

Protesi

Come tutte le protesi applicate al corpo umano, anche l’impianto dentale deve raggiungere la FISIOINTEGRAZIONE, cioè la tolleranza nel tempo del presidio medico-chirurgico inserito nell’ organo, rispettando la fisiologia dello stesso. L’impianto può fallire, cioè divenire mobile e inidoneo a sostenere validamente un dente artificiale, non tanto per rigetto, inteso come risposta del sistema immunitario, quanto per un’inadeguato rispetto dell’igiene orale e delle prescrizioni da seguire post intervento.

Il successo implantologico è preliminarmente condizionato dal raggiungimento della QUIETE IMPLANTARE, cioè l’immobilità assoluta dell’impianto sin dal momento del suo inserimento nell’osso; tutto questo al fine di consentire all’osso stesso di riparare intorno all’impianto includendolo, accettandolo, integrandolo.

Modernamente questo processo è denominato: OSTEOINTEGRAZIONE, intendendo una formazione di nuovo tessuto osseo, talvolta con presenza di tessuto connettivo in percentuali minime e variabili, a seconda della tipologia e del distretto osseo sede di intervento.

Gli impianti sono numerosissimi per forma e dimensioni, ma sono oggi tutti costruiti in titanio, un materiale metallico sperimentalmente molto ben tollerato dall’organismo; Per posizionare un impianto è naturalmente necessaria la presenza di una discreta quantità d’osso. La mandibola e la mascella hanno osso differente per quantità e qualità; inoltre l’osso disponibile è diverso da paziente a paziente e, nello stesso paziente, da settore a settore del cavo orale. Il professionista deve quindi scegliere la forma di impianto che meglio si adatta alle caratteristiche anatomiche della regione in cui il paziente necessita di tale intervento.

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